Fine delle vacanze in appartamento? Dopo New York, anche Berlino e Parigi pronte a vietare gli affitti turistici

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I viaggiatori di tutto il mondo, che scelgono di alloggiare in appartamento, potrebbero presto essere obbligati ad andare in hotel: sempre più amministrazioni locali di città e mete turistiche stanno pensando di vietare gli affitti turistici in appartamento per brevi periodi.

Affitti brevi illegali a New York

Il primo passo in questa direzione è stato compiuto dalla città di New York, dove già dal 2011 è illegale per i proprietari di appartamenti affittare per un periodo inferiore ai 30 giorni. Ma ora anche alcune destinazioni europee, come Berlino e Parigi, sembrano in procinto di intraprendere la stessa strada.

La legge newyorkese è impegnata nella protezione della sicurezza dei residenti, nell’evitare l’evasione fiscale e la riduzione dei profitti dell’industria alberghiera: proprio quest’anno sono scattati i primi processi.

Una società immobiliare chiamata Smart Apartments ha perso una causa per aver trasgredito la legge con oltre 50 “hotel illegali” a Manhattan e Brooklyn.

appartamento in affitto a new york

Social travel: Airbnb, Housetrip e Wimdu fuori legge?

Siti di social travel come Airbnb, Housetrip e Wimdu continuano a offrire i loro alloggi a New York, anche perché la legge colpisce i proprietari e non tanto i siti sui quali gli stessi offrono i loro appartamenti.

Tuttavia, a inizio mese, il Procuratore Generale Eric Schneiderman ha ulteriormente inasprito il progetto di legge richiedendo che Airbnb, uno dei maggiori siti per affitti turistici al mondo, rivelasse i dati dei proprietari che propongono appartamenti in affitto nello Stato di New York.

In città è stata lanciata una petizione per protestare contro il mandato di comparizione per Airbnb e si sono ben presto raggiunte le 100.000 firme.

Sul blog di public policy di Airbnb – dove la community di Airbnb discute di provvedimenti politici e questioni di particolare interesse – si legge:

“Anche i politici che hanno originariamente ideato la normativa concordano sul fatto che l’obiettivo non era colpire i cittadini comuni che occasionalmente condividono le loro case. Vogliamo continuare a collaborare con i legislatori per chiarire le regole, combattere gli hotel illegali e assicurare che i newyorkesi possano aprire le loro case ai viaggiatori di tutto il mondo”.

Un portavoce dell’autorità cittadina in materia di turismo, NYCgo, ha detto al MailOnline Travel che l’amministrazione cittadina è determinata a proseguire nella direzione intrapresa: “Dobbiamo continuare a inasprire i controlli per contrastare l’aumento di hotel illegali e siti per la prenotazione online di appartamenti. Questa pratica sottrae molti ricavi necessari alle casse cittadine senza proteggere i consumatori da violazioni alle norme di sicurezza”.

La normativa ha incontrato una dura opposizione tanto dai siti web di social travel che dai singoli proprietari che cercano di affittare i loro appartamenti.

Ryan Levitt, portavoce di Housetrip.com, società che vanta oltre 260.000 proprietà nel mondo, ha commentato: “Di fatto New York non sta considerando la forza del social travel e il desiderio che c’è attorno a esso.
Vogliamo lavorare con l’obiettivo di trovare una soluzione che convenga sia ai locali che ai viaggiatori. Ma invece di cercare un punto d’incontro, l’amministrazione newyorkese sembra voler proibire il più possibile.
È un po’ come il proibizionismo negli anni Trenta. Il Governo americano non riusciva a trovare una soluzione efficace per regolare il consumo di alcolici e l’ha quindi vietato del tutto. E sappiamo tutti com’è andata a finire”.

Case vacanza in Europa: a rischio un business da 70 miliardi di euro

Sembra che questo tipo di provvedimenti non siano limitati agli Stati Uniti; Parigi e Berlino sono in procinto di mettere totalmente al bando gli affitti turistici brevi nell’arco dei prossimi mesi.

Ad oggi, l’industria europea delle case vacanza ha un valore stimato di circa 70 miliardi di euro: gli affitti di appartamenti sono presi in grande considerazione come alternativa più conveniente per i turisti rispetto all’hotel.

Parigi sta seriamente considerando l’adozione di una nuova normativa nazionale che metta al bando gli appartamenti vacanza, a meno che non siano affittati per più di un anno. A differenza di New York, la motivazione alla base della legge, che potrebbe essere introdotta già a maggio del prossimo anno, è abbattere i costi legati agli affitti residenziali.

blocco degli affitti turistici a Parigi

A Berlino una legge che metta un freno agli affitti al di sotto dei 30 giorni sembra pronta a essere adottata dal Parlamento prima della fine del 2013, anche se dovrebbero passare due anni prima che vengano avviati procedimenti legali. Una carenza di abitazioni disponibili in città è l’incentivo alla base del progetto di legge.

Convertire forzatamente le case vacanza in alloggi tradizionali?

L’imprenditore Stephan la Barré è il proprietario di 14 alloggi nella capitale tedesca e rischia di dover chiudere la società se la legge viene approvata. Ha raccontato al MailOnline Travel che la sua azienda ha lavorato oltre un decennio per recuperare immobili in decadenza, tra cui ex scuderie e una houseboat, ma ora potrebbe doverli ridare al governo per adibirli a uso residenziale.

La Barré sottolinea anche che: “Quando le famiglie vengono a Berlino vogliono spazio, non stare in tre camere separate d’hotel. Deve esserci una sorta di regolamentazione, è ovvio, perché la città non può essere piena di case vacanza e non avere spazio per i berlinesi. Ma questa è una città moderna ed è necessario trovare un modo per fare i conti con una metropoli che ha bisogno di una struttura flessibile e dinamica. Le nostre proprietà sono sparse per tutta Berlino, accolgono turisti che spendono e generano ricchezza sul territorio“.

È improbabile che mettendo al bando gli affitti turistici si possa migliorare il problema della carenza di case. “Le società che hanno contribuito a cambiare il volto della città quando è caduto il Muro stanno adesso divenendo capri espiatori a causa del problema immobiliare. Nel 1997 la città ha costruito 33.000 nuovi alloggi, ora siamo scesi a quota 5.000, ma la popolazione cresce di 40.000 persone all’anno e così il Governo sta cercando aziende come la mia per convertire le case vacanza in alloggi tradizionali“.

Ryan Levitt di Housetrip ha dichiarato che una normativa contro l’affitto di appartamenti vacanza potrebbe danneggiare l’intero comparto e mettere potenzialmente in pericolo i viaggiatori.

Il social travel è presente, ben affermato e non scomparirà. La gente continuerà a scegliere questa modalità ed è meglio trovare una qualche sorta di equilibrio piuttosto che combattere il fenomeno con il rischio che i turisti incappino in altri tipi di trappole”, ha affermato.

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