Gli affitti non pagati: cosa fare in caso di inquilini morosi

, , Leave a comment

Gli affitti non pagati sono uno dei più grandi problemi per i proprietari di locali ad uso abitativo o commerciale. Per mora si intende il ritardo ingiustificato del pagamento, al quale dovrebbe seguire nel minor tempo possibile l’adempimento, o regolare svolgimento, dell’obbligazione.
In caso di canone di locazione non pagato si ha però un totale inadempimento dell’obbligazione: come comportarsi? e in quale caso si è maggiormente tutelati?

Affitti non pagati: lettera di diffida, sfratto per morisità e giudizio ordinario

Prima di mettere in atto procedimenti giuridici conviene spedire una lettera raccomandata di diffida per accertarsi dei motivi di mancato pagamento e tentare di risolvere eventuali situazioni spiacevoli senza spese aggiuntive. Qui un facsimile di lettera di diffida.

Nel caso di mancata risposta o risposta negativa si procede con lo sfratto per morosità citando l’inquilino in giudizio.

L’art. 5 della L. 27 luglio 1978, n. 392 afferma che il locatore può richiedere la risoluzione del contratto con restituzione dell’immobile in caso di una morosità di almeno venti giorni (sfratto per morosità), che dovrebbe richiedere circa un anno di tempo.

L’inquilino a questo punto può presentarsi in giudizio pagando o chiedendo un prolungamento del tempo disponibile per il pagamento di massimo 90 giorni; nel caso in cui l’inquilino si opponga o non si presenti in giudizio, incorrerà in un’intimazione ad abbandonare l’immobile entro 30 giorni, passati i quali subentreranno le forze dell’ordine e l’Ufficiale Giudiziario e gli avvertimenti diventeranno più serrati. L’opposizione dell’inquilino trasforma il procedimento di convalida di sfratto in un vero e proprio giudizio ordinario.

casa-sfratto-diritto_mini

Abitazioni e locali commerciali: affitti non pagati e dichiarazione dei redditi

Rispettivamente nel caso di locali adibiti ad abitazione e locali commerciali, l’insolvenza dell’inquilino si riflette sul locatore e sulla sua dichiarazione dei redditi in maniera diversa. Infatti, per le abitazioni i canoni non pervenuti possono essere detratti dalla dichiarazione dei redditi, mentre nel caso di affitti commerciale non pagati, come decreta la sentenza del 18 gennaio 2012, n. 651 della Corte di Cassazione, finchè non subentra una risoluzione del contratto i canoni devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi sebbene non siano realmente pervenuti.

Recupero crediti dagli inquilini morosi

Cercare di recuperare crediti derivanti da affitti non pagati – soprattutto, nella peggiore delle ipotesi, nel caso in cui l’inquilino non liberi l’immobile – è sempre un terno al lotto. La prima cosa da fare è sicuramente svolgere un’attenta analisi dei pro e dei contro, considerando i costi degli avvocati e delle procedure legali, i tempi d’attesa canonici e assicurarsi con un’analisi patrimoniale che il debitore abbia dei beni sui quali effettivamente poter effettuare un pignoramento. In caso positivo, il passo successivo prevede il ricorso in Tribunale per procedere con un’azione esecutiva sui beni dell’inquilino.

Gli affitti non pagati: cosa fare in caso di inquilini morosi scritto da

 

Leave a Reply

(*) Required, Your email will not be published