Il contributo di costruzione: calcolo, esenzione e detrazione

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Il contributo di costruzione è composto da due voci di spesa: gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione. I costi sono calcolati con criteri specifici ma vi sono casi di esenzioni parziali per costruzioni di edilizia convenzionata e di esenzioni totali per interventi in zone agricole o restauri.
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Cosa sono gli oneri di urbanizzazione

Gli oneri di urbanizzazione sono i contributi che il costruttore e/o il proprietario sono tenuti a corrispondere al Comune a titolo di partecipazione ai costi che quest’ultimo sostiene per offrire nella stessa zona infrastrutture e servizi (e.g. la creazione della rete fognaria, strade, illuminazione, rete elettrica, acqua, condotti gas fino alle abitazioni) a supporto della costruzione delle case.

Cosa sono i costi di costruzione

I costi di costruzione si pagano solo quando si effettuano opere murarie e sono diversi da regione a regione. Il titolare della proprietà pagherà un contributo all’attività edilizia pari a una frazione del costo di costruzione che varia dal 5 al 20%.

Come si calcola il contributo di costruzione

Il contributo di costruzione varia a seconda della tipologia d’intervento e destinazione d’uso dell’immobile. La parte di oneri di urbanizzazione è determinata dal comune, mentre il costo di costruzione è calcolato in base alla superficie e all’aliquota fissata da regione e comune. In dettaglio:
Costo di costruzione: Costo parametrico x Superficie m.q.
Dove il costo parametrico è dato dalla somma di: Costo base regionale + aliquota comunale

Quando non si pagano i contributi di costruzione

L’esenzione totale o parziale del pagamento dei contributi di costruzione è prevista in alcuni casi specifici:

  • esenzione parziale per gli interventi di edilizia convenzionata (art. 7) per esempio nella costruzione di Case Popolari o di unità abitative che hanno un prezzo al metro quadro inferiore a quello di mercato (prezzi convenzionati);
  • esenzione totale: per interventi in zone agricole, restauro o risanamento conservativo senza aumento delle superfici e mutamento delle destinazioni d’uso, manutenzione straordinaria o di adeguamento impiantistico, impianti e attrezzature pubbliche o d’interesse generale, opere necessarie a fare fronte a stati di calamità. Gli imprenditori agricoli non sono sottoposti agli oneri di urbanizzazione;
  • Inoltre l’articolo 17, comma 3, lettera b), d.P.R. n. 380 del 2001 afferma che la ristrutturazione, di norma onerosa, è gratuita per gli edifici unifamiliari. L’ampliamento, di norma oneroso, è gratuito solo per gli edifici unifamiliari e fino ad un aumento del 20% delle dimensioni dell’edificio esistente.

Detrazione dei contributi

La detrazione Irpef del 50% può essere applicata anche sulla ristrutturazione degli immobili, secondo la Legge 134/2012 prorogata fino a Dicembre 2013. Lo sgravio Irpef può essere utilizzato sia se il titolare degli oneri è proprietario dell’edificio, sia se l’immobile è stato ricevuto in comodato d’uso (contratto di locazione per un periodo di tempo limitato)
La detrazione è possibile fino ad un tetto massimo di spesa di 96 mila euro con la diluizione dei rimborsi in 10 rate annuali. Dopo Dicembre 2013 il bonus dovrebbe ritornare a garantire una detrazione fino al 36% con un tetto massimo di 48 mila euro.

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