IMU per terreni agricoli e fabbricati rurali: sospesa la prima rata

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Con il Decreto legge n.54 , emanato il 21 maggio 2013, è stato sospeso il pagamento della prima rata dell’IMU, previsto per giugno 2013, per i terreni agricoli, i fabbricati rurali, i terreni edificabili gestiti da uno Iab o coltivatore diretto e i terreni agricoli incolti.

Un semplice rinvio a settembre? Sì: se le istituzioni non attueranno la prevista riforma dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare entro il 31 agosto 2013, bisognerà mettere mano al portafoglio e versare la prima rata – sulla base della normativa vigente – entro il 16 settembre.

Sono esonerati dal versamento dell’imposta municipale unica i terreni agricoli montani, anche incolti, i quali sono invece soggetti all’Irpef sul reddito dominicale.

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I terreni agricoli: che cosa sono

Con terreni agricoli si identificano quegli spazi dove l’imprenditore agricolo esercita le sue attività, così come definite dall’articolo 2135 del Codice Civile: la coltivazione del fondo, la selvicoltura, l’allevamento di animali e simili – ovvero quelle attività agricole indirizzate allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase dello stesso, di carattere animale o vegetale.

A queste attività agricole essenziali vanno aggiunte le attività agricole connesse, sempre ad opera dell’imprenditore agricolo e volte: a) alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti dall’attività agricola stessa; b) alla fornitura di beni o servizi tramite l’utilizzo di attrezzature e risorse normalmente impiegate nell’attività agricola.

Sopensione della prima rata dell’IMU per terreni agricoli, terreni incolti e non solo

Per questa tipologia di terreni, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lett. C del D.l. n. 54/2013, è stata sancita la sospensione del versamento della prima rata dell’IMU.

Nella sospensione rientrano anche i terreni a riposo / non coltivati, a patto che dichiarati come agricoli negli strumenti urbanistici, e gli orti la cui produzione è destinata all’uso personale – solo se appartenenti alla zona E (aree agricole, di tutela e simili) e non compresi in aree edificabili.

Terreni edificabili coltivati da Iap o coltivatori diretti

La sospensione dell’imposta municipale unica è valida anche per quelle aree che la circolare ministeriale n. 3/DF/2012 ha dichiarato non edificabili (anche laddove sancito diversamente dal Piano regolatore generale), ovvero i terreni posseduti e gestiti da imprenditori agricoli professionali (Iap) o coltivatori diretti – a patto che iscritti alla previdenza agricola. Questo è l’unico caso in cui le aree edificabili possono avvalersi della sospensione, perché considerate alla stregua di terreni agricoli.

Godono del medesimo beneficio anche i terreni edificabili in comproprietà, a condizione che almeno uno dei proprietari – con qualifica di Iap o coltivatore diretto – gestisca direttamemente l’area.

Fabbricati rurali

L’imposta municipale propria è sospesa anche per i fabbricati rurali, così come definiti dall’Articolo 9 del Decreto legge del 30 dicembre 1993, n. 557 (v. comma 3 per i fabbricati abitativi e comma 3-bis per i fabbricati strumentali).
In particolare, per quanto riguarda i fabbricati rurali ad uso abitativo è bene sottolineare che la sospensione è valida per tutti e non soltanto limitata a quelli adibiti a prima casa.
Ai fini della definizione dei fabbricati rurali non fa tanto fede la categoria catastale di appartenenza (A/6 per gli abitativi e D/10 per gli strumentali), quanto la natura e la destinazione dell’immobile, come chiarito dalla sopracitata circolare ministeriale n. 3/DF/2012. Sono quindi riconosciuti come fabbricati rurali quelli segnalati al catasto con la specifica «R».
Per gli immobili che non godano ancora del requisito di ruralità e per i quali l’autocertificazione non è stata inoltrata entro il 30 settembre o il 30 novembre 2012 (ad eccezione degli immobili siti in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e colpiti dal sisma del maggio 2012, per i quali la scadenza è stata prorogata al 31 maggio 2013), la sospensione della prima rata dell’IMU è da non ritenersi valida.

In caso di mancata riforma la prima rata dell’IMU si paga entro il 16 settembre

Il Decreto Legge prevede, tuttavia, una clausola di salvaguardia: nel caso in cui la prevista riforma dell’imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare non sia attuata entro i termini previsti (31 agosto 2013), così come stabilito anche nel rispetto degli impegni assunti dal nostro Paese in contesto europeo, si intenderà riapplicata la normativa vigente, con versamento della prima rata dell’IMU – inizialmente prevista per il mese di giugno – entro 16 settembre 2013 per i terreni agricoli e tutte le altre tipologie che hanno beneficiato della sospensione.

I terreni agricoli montani già esenti da IMU

I terreni agricoli situati in Comuni montani o collinari non rientrano nella sospensione della prima rata dell’imposta municipale propria, in quanto già esenti dalla stessa. Per questi terreni i proprietari devono assolvere l’Irpef sul reddito dominicale, così come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n.5/E/2013. L’esenzione dall’IMU è da intendersi applicata anche ai terreni agricoli incolti e ai fabbricati strumentali situati in località montane. Questi ultimi – se situati in località classificate come montane o parzialmente montane, così come stabilito dall’Istat – godono di doppia esenzione, in quanto già non soggetti a Irpef (v. Articolo 42 del Tuir 917/86).

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