Italiani residenti all’estero: IMU paragonata alla prima casa

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Una nuova delibera ha definito con precisione le nuove condizioni per applicare l’IMU su immobili il cui proprietario è un italiano residente all’estero: caratteristiche ben precise riportate di seguito permettono di considerate l’immobile come prima o seconda casa applicando così la relativa tassazione.

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Il Governo ha sempre considerato un immobile di proprietà di un residente all’estero come seconda casa, applicando le relative condizioni ma, in data 12 giugno 2013, il Comitato per le questioni degli italiani all’estero (CQIE), che rappresenta al Senato i nostri connazionali all’estero, ha approvato all’unanimità una risoluzione sull’applicazione dell’IMU sui beni immobili posseduti dai cittadini italiani che sono residenti all’estero, in data 07 giugno 2013 (Atto n. 47). Tutto questo in vista della riforma complessiva dell’imposizione fiscale sui beni immobili che il Governo si è impegnato ad elaborare entro il 31 agosto 2013.

Dal 2013 infatti queste abitazioni verranno considerate come abitazione principali purchè non siano locate o concesse in comodato d’uso. Fondamentale però è che il cittadino residente all’estero sia correttamente iscritto all’Anagrafe AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e che non si trovi all’estero per quei lavori definiti “di breve periodo”, con le caratteristiche “sine qua non” seguenti:
– il lavoratore rimane nello Stato non della propria nazionalità per non più di 183 giorni nel corso di un periodo di dodici mesi che inizia o finisce nell’anno fiscale considerato;
– la retribuzione è corrisposta da o per conto del datore di lavoro che non è residente nello Stato in cui si svolge l’attività;
– la remunerazione non viene erogata da stabile organizzazione o da una base fissa che il datore di lavoro ha nello Stato in cui si svolge l’attività di dipendente.

Inoltre condizione necessaria per considerare l’immobile come prima casa è che il Comune dove è presente l’immobile abbia assimilato tali immobili ad abitazioni principali attraverso un’apposita delibera.

Quindi per un residente all’estero proprietario di un immobile, il calcolo dell’IMU deve seguire i seguenti passi:
verificare di essere correttamente iscritto all’AIRE e non rientrare nella categoria di “lavoro di breve periodo”;
controllare che il Comune di pertinenza abbia deliberato di assimilare l’immobile di proprietà alla prima casa;
– in caso positivo trattare l’immobile come prima casa, in caso contrario procedere al pagamento dei tributi considerandola come seconda casa.

Se da un lato l’ultima parola è rimasta in mano ai Comuni causando forti diseguaglianze, dall’altro la nuova normativa aiuta sicuramente a stringere il legame tra i cittadini espatriati e il proprio paese d’origine e getta le basi per una soluzione definitiva in vista della riforma completa prevista entro il 31 agosto 2013.

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