La cedolare secca conviene con l’affitto a canone concordato e per redditi medio alti

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Il decreto IMU convertito in legge prevede per il 2013 la diminuzione della cedolare secca, ovvero l’imposta sostitutiva diIRPEF, imposta di registro, imposta di bollo e addizionali. Sugli affitti a canone concordato l’aliquota si riduce dal 19% al 15% e favorisce i contribuenti con reddito superiore ai 25.000€ l’anno.

Chi può usufruirne

I soggetti interessati al regime della cedolare secca sono solo le persone fisiche, escludendo quindi lavoratori autonomi e aziende, proprietari di immobili ad uso abitativo e rientranti nelle classi catastali da A1 a A11. L’imposta sostitutiva si applica anche alle pertinenze dell’immobile locato, purchè affittate congiuntamente.

Le aliquote a seconda del tipo di contratto

La cedolare secca si applica al 21% sugli affitti a canone libero di durata 4+4 anni. Dall’inizio 2013 i contratti a canone concordato, per immobili ubicati in comuni ad alta densità abitativa, hanno beneficiato di una diminuzione dell’aliquota dal 19% al 15%.

Contratto d’affitto

Aliquota

Canone libero

21%

Canone concordato

15%

La principale convenienza della cedolare secca consiste nella possibilità di poter assoggettare i canoni di locazione ad un’imposta fissa, caratteristica che la rende particolarmente conveniente per i contribuenti con un reddito elevato.

Quando conviene la cedolare secca?

Per verificare l’effettiva convenienza dell’imposta occorre confrontare la cedolare con le aliquote Irpef a seconda degli scaglioni di reddito e della base imponibile (95% per Irpef e 100% per cedolare secca).

Canone libero

Reddito Lordo (con relativa aliquota)

Imposta dovuta a titolo di IRPEF

Cedolare secca

0 – 15.000 (23%)

21,85

15.000 – 28.000 (27%)

25,65

28.000 – 55.000 (38%)

36,1

21%

55.000 – 75.000 (41%)

38,95

oltre i 75.000 (43%)

40,85

 

Canone concordato

Reddito Lordo (con relativa aliquota)

Imposta dovuta a titolo di IRPEF

Cedolare secca

0 – 15.000 (23%)

13,68

15.000 – 28.000 (27%)

16,6

28.000 – 55.000 (38%)

22,61

15%

55.000 – 75.000 (41%)

24,39

oltre i 75.000 (43%)

25,58

 

La convenienza della cedolare secca è evidente nei contratti a regime concordato per coloro che superano un reddito annuo lordo di 25.000€. Da sottolineare che l’aliquota sostitutiva comprende addizionali regionali e comunali, imposta di bollo e di registro.

Quando e come versarla

Il pagamento dell’acconto è da versare:

  • in un’unica soluzione entro il 30 novembre (2 dicembre per il 2013), se l’importo è inferiore a 257,52 euro;

  • in due rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro:

  1. la prima, del 40%, entro il 16 giugno (nel 2013, 17 giugno; oppure 8 luglio per le persone fisiche che fruiscono della proroga concessa ai soggetti interessati dagli studi di settore);
  2. la seconda, del restante 60%, entro il 30 novembre (2 dicembre per il 2013).

Il pagamento del saldo è da effettuare entro 17 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento oppure 8 luglio per le persone fisiche che fruiscono della proroga concessa ai soggetti interessati dagli studi di settore, senza maggiorazione; 20 agosto con la maggiorazione (0,40%).

Chi intende avvalersi del regime dell’aliquota sostitutiva deve registrare il contratto utilizzando il modello semplificato siria o il modello 69 .

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