Le bollette di elettricità e gas: differenze tra prima e seconda casa

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Le seconde case, per quanto riguarda l’energia elettrica, si vedono applicate un contratto differente e più caro rispetto agli immobili dove si ha la propria residenza. La fornitura del gas invece non cambia e varia solo in base alla zona geografica. Di seguito adremo ad approfondire come le tariffe energetiche si modificano a seconda dei criteri di residenza o non residenza del consumatore.

Una nota introduttiva

In Italia, dal 1995, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) si occupa della regolazione tariffaria, dell’accesso alle reti e della tutela degli utenti finali nei mercati concorrenziali di energia elettrica e gas. Ogni immobile oggi è servito da diverse utenze, tra le quali gas e luce.

Con la liberalizzazione oggi in Italia il consumatore è in grado di scegliere quale sia il suo fornitore di energia o gas grazie a due decreti legislativi:

  • il primo, del 6 marzo 1999 n. 79, direttiva n. 96/92/CE del 19 dicembre 1996, meglio conosciuto come decreto Bersani, che stabilisce come libere la produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, affidando al GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale) la trasmissione e il dispacciamento. La completa liberalizzazione dell’energia è tale dal 1°luglio 2007 e al 2012 il 16,6% dei consumatori, su un totale di 30 milioni, è passato al mercato libero;
  • il secondo, del 23 maggio 2000 n. 164, direttiva n. 98/30/CE del 28 giugno 1998, o decreto Letta, che stabilisce come libere l’importazione, trasporto, dispacciamento, distribuzione e vendita di gas naturale. La completa liberalizzazione del gas è avvenuta nel 1°gennaio 2003 con un 10% di consumatori passati al mercato libero.

Il Gas

La fornitura del gas non varia in base a dove si fissa la propria residenza. Per quanto rigurarda il gas naturale non c’è nessuna distinzione tariffaria, se non appunto quella in base alla distribuzione in base geografica. Il prezzo del gas naturale si compone di vari servizi: vendita, costi di rete e imposte. Suddivisa in sei scaglioni, la tariffazione del gas riporta una spesa media annua di 1209 € per 1400 metri cubi (AEEG) con un prezzo medio al metro cubo di 0,8638 €, con ulteriori variabili geografiche che riguardano la distribuzione.

L’energia elettrica

Oggi la liberalizzazione distingue il distributore dal fornitore energetico e consente all’utente la libera scelta del suo fornitore a seconda delle offerte che egli propone sul mercato. La parte della bolletta che va ad essere modificata non comprende i costi di distribuzione, trasporto o imposte ma i costi di generazione (50% del totale della bolletta). In base a questa possibilità, si configurano due regimi: l’utente che sceglie il regime di “maggior tutela” o di “salvaguardia” e il regime di “libero mercato”.

  • Il primo è quel tipo di utente che non sceglie il libero mercato e quindi resta legato ai termini dell’ AEEG e forniti dall’operatore territoriale. Si tratta di clienti residenziali o con partita IVA < 10 milioni /anno.
  • Il secondo tipo di utente, al quale sono applicati diverse tariffe, sono le aziende che non hanno ancora optato per il libero mercato o hanno un fatturato > 10 milioni €/anno o con più di 50 dipendenti.

I prezzi dell’energia per i clienti in regime di “maggior tutela”, costo KWH

Per coloro che non hanno deciso di passare al libero mercato i prezzi sono definiti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ogni trimestre in base alle condizioni macro economiche. La bolletta dell’elettricità è composta da servizi di vendita (commercializzazione, dispacciamento e energia), di rete (distribuzione, trasporto), oneri generali (A, UC, MCT) e le imposte (Accisa, addizionale Iva al 10%).

Le tariffe dell’utente medio, residente, con scaglione minore o uguale a 3Kw, e consumo di 2700 kwh/anno si dividono tra fascia monoraria e bioraria:

  • monoraria, uguale durante tutta la giornata a 0,166439 €/kwh
  • bioraria, lunedì-venerdì 8.00-19.00 (F1) a 0,171069 €/kwh, esterna alla fascia F1 più i festivi (fasce F2 e F3) a 0,164109 €/kwh.

Residenti e non residenti

Gli scaglioni ai quali si applicano le tariffe energetiche sono per residenti e non residenti, per una potenza impegnata di 3Kw o di 4,5Kw e differenziata ulteriormente a seconda del consumo Kwh ( di 1200 kwh, 2700 kwh – italiano medio, 3500 kwh o 4500 kwh). I costi, a questo punto, devono tener conto delle imposte, che comprendono l’IVA del 10% e l’Accisa, che grava sulla quantità del prodotto.

  • Un utente con potenza impegnata di 3Kw e consumo annuo di 1800 Kwh non pagherà l’imposta ma solo l’Iva del 10%.
  • Per i consumi > 1800 kwh l’annno l’imposta sarà di 2,329c€/kWh.
  • Un utente con potenza impegnata > di 3Kw pagherà 2,329c€/kWh per tutti gli scaglioni di consumo, sommati all’Iva del 10%.

Un utente non residente ha lo stesso costo uguale a coloro che hanno una potenza impegnata > 4,5 Kw e l’imposta sarà di 2,51c€/kWh per tutti gli scaglioni, indipendentemente dalla potenza, da sommare all’Iva del 10%.

Residente o non residente? Le tasse dell’energia elettrica

I costi della bolletta dell’energia elettrica dipendono dai propri consumi e dalla propria residenza: il cliente non residente paga più tasse. Le tariffe dell’energia elettrica, fissate ed aggiornate trimestralmente dall’Autorità, si distinguono in tre tipologie.

1.    La tariffa D2 è rivolta solo al cliente residente con una potenza contrattuale inferiore/uguale a 3kW. La tariffa D2 è strutturata in sei scaglioni di consumo, ciò significa che il costo del kWh si differenzia per ogni scaglione di consumo. Anche le tasse (le imposte erariali e le addizionali comunali) dipendono dagli scaglioni di consumo: fino a 1800kWh il loro costo è nullo. Per consumi superiori il loro valore è di 2,329c€/kWh.

2.    La tariffa D3 è rivolta ai cliente residente con una potenza contrattuale superiore a 3kW. Dal 1° gennaio 2009 anche questa tariffa è strutturata in scaglioni e il costo delle tasse è sempre di 2,329c€/kWh per tutti i consumi.

3.    La tariffa D3 è rivolta al cliente non residente (si parla normalmente di seconde case) indipendentemente dalla potenza installata. Il costo delle tasse sarà invece di 2,51c€/kWh per tutti i consumi.

A tutti i costi, residente o non residente, si applica l’iva del 10%.

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