Nuova tassazione sugli immobili: che cosa cambia e chi ne fa le spese

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Le nuove imposte peseranno meno sui proprietari di prime case – per i quali la situazione appare leggermente più conveniente rispetto al 2012 – ma più gravosa del 2013, ma vi sarà una vera e propria stangata sui detentori di seconde case e sugli affittuari.

Trise Tassa sui Rifiuti e sui Servizi
Tari Tassa sui Rifiuti
Tasi Tassa sui Servizi

 

A seguito dell’abolizione dell’IMU sulla prima casa per il 2013, la Legge di Stabilità in discussione in questi giorni introduce nuovi acronimi e nuove tasse: Trise, Tari e Tasi. Ecco cosa cambia nel nuovo scenario:

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Trise per tutti: stimato un costo di 366 euro all’anno per famiglia

L’IMU sulla prima casa è abolita – escluse le residenze di lusso – ma resta però in vigore, con le regole di calcolo attuali, per proprietari di seconde o terze case. La Legge di Stabilità introduce però la nuova tassa, detta Trise, acronimo di “Tassa sui Rifiuti e sui Servizi”, a cui saranno soggetti tutti gli immobili, sia residenziali che ad altro utilizzo.

La TRISE si paga in 4 rate trimestrali (16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre 2014) e, secondo stime UIL, costerà in media 366 euro a famiglia (considerando un nucleo di 4 persone in un appartamento di 100 mq). In calo rispetto ai 450 euro versati nel 2012 – quando ancora era in vigore l’IMU sulla prima casa, ma nettamente in crescita rispetto ai 281 euro medi versati nel 2013 (cfr. Tabella 2).

La Trise, sorta di Service Tax che sostituirà ex Tares e Tarsu, sarà articolata in due parti: la Tari – nuova tassa sui rifiuti, e la Tasi – imposta sui servizi indivisibili.

Tabella 2 – Tassazione media di un immobile per anno

Tasse 2012 2013 2014
IMU 225 euro
Tarsu/Tia 225 euro
Tares parte rifiuti 257 euro
Tares addizionale parte servizi 24 euro
Trise parte rifiuti (Tari) 257 euro
Trise parte servizi (Tasi) 109 euro
TOTALE TASSE 450 euro 281 euro 366 euro

Fonte: UIL

La nuova tassa sui rifiuti Tari: la paga chi abita o utilizza l’unità immobiliare

La Tari si paga su tutti i locali o aree scoperte – indipendentemente dall’uso al quale sono adibiti – che producono o possono produrre rifiuti urbani. Alla Tari verrà aggiunta la Tarip – il cui importo – oltre che in rapporto ai metri quadri – sarà in relazione al volume di rifiuti effettivamente prodotto dalla singola unità.

Sempre secondo le stime della UIL, l’importo della Tari dovrebbe attestarsi attorno ai 260 euro l’anno per immobilea carico totale di chi abita o utilizza l’unità in questione. Una tariffa ridotta sarà predisposta per chi effettua la raccolta differenziata.

È la Tasi la nuova IMU: quanto bisognerà versare a seconda dei casi

L’IMU viene sostituita con la Tasi che dovrebbe finanziare i costi comuni, come illuminazione pubblica o manutenzione dei marciapiedi, che non sono a beneficio di una singola unità immobiliare, ma dell’intera cittadinanza.

Calcolata sulla stessa base imponibile dell’IMU, la Tasi colpisce, in realtà, anche quei 5 milioni di abitazioni che erano esentate dal versamento dell’imposta municipale unica.

Per la prima casa, l’aliquota è fissata all’1 per mille e può essere aumentata dai singoli Comuni fino al 2,5 per mille, ovvero meno della metà dell’aliquota massima prevista dall’IMU.

Per la seconda casa, maggiore è l’autonomia delle singole amministrazioni comunali, che possono fissare liberamente le aliquote Tasi, a patto di non superare il 10,6 per mille. La Tasi non può superare l’aliquota massima IMU.

Maggiormente colpiti dalla tassazione i proprietari di seconde case, pagano anche gli inquilini

La vera stangata arriva per i proprietari di una seconda casa, tenuti a versare sia l’IMU che la Trise. Viene reintrodotta anche l’Irpef fondiaria sulla seconda casa, da versare se l’abitazione è nello stesso Comune della casa di residenza.

Non sfuggiranno all’Irpef fondiaria nemmeno le seconde case sfitte, anche se colpite solo al 50%.

Il proprietario di una seconda casa non è l’unico a fare le spese della Legge di Stabilità: con la nuova Trise a mettere mano al portafoglio è anche l’inquilino, tenuto a farsi carico totale della Tari e di una parte della Tasidal 10 al 30%, a seconda di quanto deciso da ogni singolo Comune.

Tabella 3 – Suddivisione della tassazione tra proprietario e inquilino

Proprietario Inquilino
IMU sulla seconda casa secondo il vecchio sistema di calcolo
Tasi con aliquota che potrà variare tra l’1 e il 2,5 per mille Una parte di Tasi – tra il 10 e il 30%, a seconda di quanto stabilito da ogni singolo Comune
Tari

In definitiva, l’abolizione dell’IMU sulla prima casa viene compensata, secondo queste anticipazioni, da nuove tasse che peseranno parecchio sulle tasche degli italiani. Risposte definitive si avranno solo con la pubblicazione ufficiale della Legge di Stabilità 2014-2016 sulla Gazzetta Ufficiale, al più tardi entro fine anno.

Le nuove tasse stanno per abbattersi sui beni immobili, applicando la strategia anti-evasione iniziata dal governo Monti: è difatti impossibile in tempi rapidi applicare una dismissione proficua del patrimonio immobiliare: esso si conferma quindi un reddito che non sfugge con facilità alla tassazione.

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