Prima casa impignorabile: ecco le condizioni

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Il Decreto del Fare, varato dal Governo il 15 Giugno 2013, ha dichiarato l’impignorabilità della prima casa a determinate condizioni, prolungato la rateizzazione del debito ed eliminato l’aggio agli agenti di riscossione.

Secondo il Decreto, non si può pignorare la prima casa, ovvero l’immobile presso il quale il proprietario ha stabilito la residenza. Gli agenti di riscossione (Equitalia prima di tutti) devono rispettare questo stop a patto che siano presenti le seguenti condizioni:

  1. l’immobile è adibito ad abitazione;
  2. l’immobile non è di lusso o non appartiene alle categorie catastali A/8 e A/9 (in altre parole ville e castelli sono pignorabili!);
  3. il debito per il quale si sono prese azioni fiscali è inferiore a 120.000 €.

La nuova norma è retroattività e quindi stabilisce il divieto di proseguire azioni di pignoramento qualora sussitano le condizioni elencate sopra.

Seconde case e altri immobili

Il pignoramento da parte di Equitalia risulta ancora possibile per le seconde case e tutti gli altri immobili nel caso in cui concorrano due condizioni:

  1. il debito contratto risulti superiore a 120.000€, contro i 20.000 previsti finora;
  2. siano decorsi almeno sei mesi dall’iscrizione ipotecaria, contro i quattro della legge trascorsa.

Il Decreto elimina l’aggio, ovvero la remunerazione ai concessionari prevista per l’attività di riscossione, corrispondente all’8% della somma iscritta a ruolo. Rimane comunque il rimborso delle spese fisse.

Rateizzazione e salto della rata

Il Decreto del Fare introduce novità anche per la rateizzazione dei debiti: il pagamento dei debiti può essere dilazionato in 120 rate, in aumento rispetto alle attuali 72.

E’ stata estesa la possibilità di saltare il pagamento delle rate: ad oggi non era possibile saltare il pagamento per più di 2 rate consecutive (pena la perdita del diritto di dilazione e il conseguente recupero credito). Ora è possibile continuare il piano di pagamento a rate, estendendo il salto a 8 rate anche non consecutive.

Surroga

Il divieto al pignoramento, tuttavia, non vale in caso di surroga qualora sui beni del debitore sia già in atto un altro processo di espropriazione: l’agente di riscossione può sostituirsi a qualsiasi altro creditore (nei confronti del quale non sussista il divieto di pignoramento), continuando così il processo di espropriazione della proprietà. Nell’ambito della riscossione dei tributi la surroga è regolata dall’art. 51 del D.P.R. n. 602/1973.

Iscrizione ad ipoteca

La circostanza che Equitalia non possa pignorare la proprietà del contribuente non pregiudica il fatto che possa iscrivere a ipoteca lo stesso immobile, istituendo un vincolo di garanzia a favore del creditore. Per iscrivere l’ipoteca su un immobile il credito deve essere superiore ai 20.000€ per la prima casa e 8.000€ per gli altri casi. Il D.L. n. 70/2011 ha previsto l’obbligo di preavviso di 30 giorni prima d’iscrivere l’ipoteca sull’immobile e tale obbligo deve essere preceduto da un’intimidazione al contribuente di saldare i propri debiti.

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